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Sacro Laico a Gorizia | Con_fini • Concerto e mostra espositiva

    ????️ Giovedì 22 Giugno, 18.30 
    ???? Quartiere Sant’Anna • Area esterna del Centro Anziani Sinigaglia • Via Faidutti
    ???? Con Giovanni Floreani, Cristina Spadotto Federica Sansevero, Doadi Lamo 

    Il “Centro Anziani Sinigaglia” è un centro abitativo protetto comunale, strutturato per favorire e sostenere un contesto di vita indipendente a domicilio. Nel complesso residenziale è attivo, a seguito di affido da parte del Comune di Gorizia, il Consorzio di Cooperative “Il Mosaico” per la messa a disposizione dei residenti di un’equipe multiprofessionale, che si occupa delle attività informative e di primo riferimento e per attività e iniziative aperte anche alla cittadinanza, in stretta collaborazione con i Servizi comunali. 
    La sinergia progettuale tra le associazioni culturali Furclap, FARE ed Educaforum APS (ideatrice del programma formativo chiamato Info Radical e destinato alla migrazione minorile) ha favorito la realizzazione di questo evento con il finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, Programma Immigrazione 2022, azione 6.
    Un luogo profondamente simbolico dove quindici “borderlines”, rappresentati attraverso altrettante gigantografie, fanno da quinta scenica al concerto – performance dedicato ad un tema chiave del nostro tempo: i Confini. Le Opere sono il frutto di una ricerca effettuata da Valerio Vincenzo, un fotografo indipendente e ormai molto noto, napoletano di nascita ma che da anni vive e lavora a Parigi. A Gorizia, luogo simbolo di un confine che per anni è stato lacerante, si rinnova l’idea di un mondo senza barriere basato sulla coesione e sulla condivisione. I confini territoriali non sono naturali, sono decisi dall’Uomo. Nascono, si dissolvono, si trasformano in funzione delle metamorfosi geopolitiche. Altri confini sono meno visibili, spesso ignorati e talvolta elusi. Sono queste le frontiere psicologiche, razziali, generazionali, sociali… 
    Incolmabili vuoti, confini difficili da abbattere perché messi in ombra da retorica, timori atavici, pressappochismo, indifferenza e dilagante ignoranza. Aiutati dagli scritti di Pasolini, Turoldo e Milani, i musicisti e attori protagonisti di questo concerto, propongono un percorso riflessivo e meditativo.